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Notizie
apr
19
Alternative a WordPress
19 apr 2017 10:24

drag and drop alternative a wordpressWordPress è il CMS più utilizzato in assoluto. E’ potente, flessibile e consente a chiunque di diventare parte attiva nello sconfinato mondo internet.
Detto ciò, la domanda da porre è: WordPress è lo strumento adatto alle tue esigenze? Se stai leggendo questo articolo è perché probabilmente stai cercando una valida alternativa. Qualunque sia la motivazione che ti spinge a prendere in considerazione altre soluzioni, questo articolo analizzerà alcuni validi strumenti in grado di creare con pochi e semplici passaggi un sito web.

 

 

 

Wix

Wix

Wix è uno dei migliori builder drag and drop in circolazione. Ad utilizzare questo strumento sono più di 100 milioni di utenti e vanta ben 2,47 milioni di sottoscrizioni a pagamento attive.
L’intero processo di costruzione di un sito web si basa sul concetto di drag and drop.
Wix dispone di ben 500 modelli professionali tra cui scegliere suddivisi per categoria. Oltre ai template dispone anche di strumenti specifici per musicisti, hotel, consulenti, ecc. Non è quindi solo un tool drag and drop, ma dispone di funzionalità avanzate in grado di supportare le varie esigenze degli utenti.

 

 

SquareSpace

Squarespace
Non paragonabile a Wix in quanto a semplicità d’uso (ma sicuramente più semplice rispetto a WordPress) è conosciuto per l’aspetto pulito e accattivante dei siti che è in grado di creare.
Il punto di forza è costituito dai diversi modelli disponibili estremamente puliti e mobile ready. Anche SquareSpace funziona con la logica del drag and drop.
L’ideale per chi intende creare un sito avente come oggetto i propri lavori fotografici, una boutique, un ristorante.

 

 

Weebly

Weebly
Forse il più semplice di tutti i builder drag and drop in circolazione. Dispone di una interfaccia semplice e minimalista in grado di rendere la creazione di sito web un gioco da ragazzi.
I template disponibili non sono tantissimi e sicuramente non eleganti come quelli di SquareSpace, ma la sezione modelli è in costante aggiornamento con proposte sempre più interessanti. Nonostante la creazione di un sito non richieda competenze informatiche, questo strumento offre la possibilità di personalizzare i siti creati andando a modificare il codice sorgente.

 

 

Shopify

Shopify
Coloro che intendono creare un e-commerce trovano in Shopify un valido alleato. I negozi virtuali creati con questo strumento sono ben 377 500 ed è considerato uno dei migliori tool per la creazione di e-commerce.
Shopify dispone di template premium, strumenti e-commerce avanzati per integrare funzionalità in grado di migliorare l’efficienza del sito.

 

 

BigCommerce

BigCommerce
BigCommerce ha contribuito alla creazione di 95000 e-commerce e gode di una buona reputazione. Proprio come Shopify, dispone di una discreta scelta di strumenti avanzati scaricabili dall’App store.

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mar
24

PrestaShop vs WooCommerceUna domanda che spesso viene posta riguarda due delle piattaforme più utilizzate in ambito e-commerce:  E’ meglio WooCommerce o PrestaShop?  

Nel seguente articolo analizzeremo le peculiarità delle due piattaforme elencando similitudini e differenze.

 

 

L’analisi e la comparazione avverrà analizzano le funzionalità native dei due CMS. 

 

Funzionalità

 

Prodotti

  • PrestaShop è in grado di gestire tutta una serie di differenze in merito all’acquisto di articoli usati rispetto ai nuovi.
  • PrestaShop e WooCommerce associano ai prodotti codici univoci, ma solo PrestaShop da la possibilità di utilizzare ulteriori codici come EAN13, JAN, UPC, ecc.
  • Con PrestaShop è possibile mostrare modifiche di prezzo in funzione delle quantità di articoli inseriti nel carrello e di visualizzare le variazioni sulla scheda prodotto.

 

 

Catalogo

  • Entrambe le piattaforme consentono l’importazione nel database dei dati relativi a prodotti, clienti e ordini direttamente da un file CSV. Mentre PrestaShop, però, dispone di un’area dedicata a tale operazione, nel caso di WooCommerce occorre operare manualmente tramite query MySQL.  Un operazione non per tutti.
  • PrestaShop dispone di una sezione completamente dedicata alla gestione di magazzini multipli, collegamenti POS, avvisi sulle giacenze, gestione fiscale, ecc.

 

 

Spedizioni

  • Per chi effettua spedizioni all’estero PrestaShop offre la possibilità di impostare aliquote diverse in funzione del Paese e del Corriere.
  • Con PrestaShop è possibile stabilire qual corriere scegliere quando il peso supera un certo limite. E’ inoltre possibile definire consegne esclusive per determinati gruppi di clienti.
  • PrestaShop può essere collegato al sistema terzo del corriere e consentire il tracking della spedizione inviando, tramite e-mail automatiche, aggiornamenti sulla spedizione in corso.

 

 

Shop

  • PrestaShop, tramite moduli aggiuntivi, può integrare piattaforme per la gestione dei pagamenti diverse da PayPal.
  • PrestaShop consente la creazione di listini diversi in funzione dei clienti (i.e. B2B o B2C).
  • WooCommerce è priva di funzionalità legate alla emissione di fatture, ricevute fiscali e bolle di consegna.
  • PrestaShop integra la gestione di valute diverse, la gestione multilingua e la geolocalizzazione.  Con WooCommerce il supporto lingue avviene tramite plug-in specifici.

 

 

 

Aggiornamenti

Questo è forse l’aspetto più importante dell’intera questione.

WooCommerce è un plug-in di WordPress, un CMS che richiede continui aggiornamenti.  Chi utilizza questo CMS sa bene che gli aggiornamenti devono necessariamente essere compatibili con tutti i plug-in installati.  I plug-in sono in genere sviluppati da terzi e non dalla software house che gestisce WordPress.  Questa separazione può creare incompatibilità e rischi di falle nell’e-commerce in uso.

PrestaShop, d’altro canto, è una piattaforma che non richiede costanti aggiornamenti e molti dei moduli disponibili sono prodotti dalla stessa software House che cura la piattaforma (PrestaShop SA).  Questo si traduce in una migliore stabilità e affidabilità.

 

 

 

Conclusione

Anche se PrestaShop sembra essere una piattaforma più solida e più ricca di funzionalità rispetto a WooCommerce, la scelta dello strumento da utilizzare per il proprio e-commerce deve essere il frutto di una serie di valutazioni legate alle proprie necessità.  Un e-commerce semplice che propone pochi articoli ed il cui scopo è quello di divulgare il brand opterà per WordPress ed il plug-in WooCommerce.  Chi, invece, necessita di una struttura in grado di gestire un e-commerce complesso allora farà bene a prendere in considerazione PrestaShop.

In ambedue i casi HostingPerTe fornisce pacchetti hosting con le due piattaforme già installate e pronte all’uso.

 

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mar
17
Psicologia dei prezzi
17 mar 2017 11:06

psicologia prezziL’analisi delle abitudini dei consumatori e delle loro reazioni a determinati stimoli di marketing ha consentito di identificare azioni e strategie in grado di coinvolgere maggiormente il potenziale cliente e di aumentare le probabilità che l’intero processo legato alla presentazione dei prodotti si concretizzi in un acquisto.

 

 

Come mai siamo così vulnerabili?  L’essere umano, pur nella diversità dei singoli individui, è accomunato da determinati schemi mentali.  Processi mentali  di valutazione ed interpretazione dell’ambiente che ci circonda che avvengono in maniera inconscia.

Seguono alcuni esempi di come questi processi applicati al marketing ed alla prezzatura dei prodotti agiscano sui consumatori e quali siano i risultati in grado di produrre.

 

 

Articoli gratuiti

I rivenditori che offrono degli articoli gratuiti lo fanno per motivi precisi e calcolati.  L’offrire, ad esempio, stuzzichini gratuiti in un bar comporta l’acquisto di bevande sulle quali il gestore ha il suo giusto guadagno.  
Regalare gadget aumenta le probabilità che il cliente, una volta entrato nel negozio, reale o virtuale che sia, decida di acquistare anche altri prodotti.

A livello psicologico la parola “Gratis” è associata ad una situazione priva di rischi e di risvolti negativi.  Risultati positivi si osservano anche in quei casi in cui il regalo è condizionato ad un acquisto come ad esempio il “comprane uno ed il secondo è gratis” oppure nei casi in cui il trasporto è gratuito. 

 

 

 

Evitiamo il simbolo dell’euro

I prezzi riportati con il simbolo dell’euro (€) sembra riducano la propensione all’acquisto dei visitatori.  Uno studio condotto dalla Cornel University nel 2009 ha dimostrato che il volume d’affari di diversi ristoranti calava drasticamente quando i menu contenevano la parola “dollaro” o il simbolo “$”. 
Viviamo in una società in cui siamo costantemente bombardati da una moltitudine di informazioni;  è quindi normale che si tenda a seguire dei percorsi che non producano altro stress.  Molti ristoranti, per esempio, riportano sui propri menu prezzi minimalisti;  “22” anziché “€ 22,00” perché vogliono che il cliente si concentri sul cibo e non sul prezzo.

 

 

 

Limiti nell’acquisto

Capita speso di trovare articoli in offerta il cui acquisto è limitato ad un numero massimo di articoli;  “Massimo x pezzi per ogni cliente”.   Tale impostazione aumenta il valore percepito del bene in vendita ed induce i clienti ad effettuare l’acquisto.

 

 

 

Il fattore 9

I prezzi che terminano con un 9, 99 o 95, oltre a ridurre la percezione di costo del bene in questione, stimolano il consumatore ad associare quei prezzi a beni in offerta.
Noi tutti  leggiamo i numeri da sinistra verso destra.  Ciò fa sì che un prezzo del tipo €5,99 venga percepito come € 5. 

 

 

 

Font appropriati

Una ricerca condotta da alcuni professori di marketing della Clark University ha dimostrato che i consumatori tendono a preferire (i.e. sono più inclini ad effettuare un acquisto) prezzi riportati con caratteri piccoli e non in grassetto.  Capita spesso di vedere cartelli con prezzi molto grandi magari messi a paragone con i prezzi originali (in occasione di svendite ad esempio).  Tale comportamento sembra essere controproducente perché le persone tendono ad associare il valore di un oggetto alle sue dimensioni fisiche.  Un prezzo scritto a caratteri cubitali viene quindi  associato ad un costo troppo alto.

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