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mag
25

seo 2016La parola d’ordine è ottimizzare.  Terminata la progettazione e creazione del sito inizia una seconda fase altrettanto complessa; l’ottimizzazione del sito per i motori di ricerca.  Il SEO esiste da quando sono nati i motori di ricerca, ma nel corso del tempo ha subito cambiamenti sostanziali grazie soprattutto ai costanti aggiornamenti degli algoritmi di Google che di volta in volta hanno costretto gli esperti SEO a modificare o stravolgere le strategie tese a posizionare in maniera adeguata i siti web gestiti.  In questo articolo analizzeremo i trend principali che caratterizzano il SEO nel 2016 e vedremo in che modo le strategie di ottimizzazione sono cambiate rispetto al passato.

 

 

Un aspetto che sembra ormai chiaro è che il SEO è oggi caratterizzato da una maggiore complessità rispetto al passato e che posizionare il proprio sito sulla prima pagina dei risultati di ricerca richiede impegno e risorse maggiori.  Ecco alcuni validi consigli:

 

Backlink più difficili da ottenere

Qualche anno fa bastava che in proprio sito venisse richiamato su un blog o sito qualsiasi perché ciò consentisse un miglioramento del ranking sui motori di ricerca, oggi non è più così semplice.  L’algoritmo di Google, infatti, tiene in forte considerazione solo i link provenienti da siti/blog autorevoli ovvero fortemente correlati all’oggetto del nostro progetto web.

 

 

Testi lunghi

I testi inseriti sul sito/blog, affinché siano credibili agli occhi dei motori di ricerca (o quantomeno riescano a godere di una maggiore rilevanza), devono essere caratterizzati da una discreta lunghezza (tra le 2000 e le 5000 parole) e da contenuti creativi in grado di fornire informazioni e approfondimenti di valore per i lettori.

 

 

Design

Il “mobile friendly” è ormai un must per tutti i marketer intenzionati ad affrontano il discorso SEO nel modo appropriato.  E’ ormai risaputo che un sito che non sia responsivo e visualizzabile in maniera corretta sui dispositivi mobili è un sito destinato ad essere penalizzato dai motori di ricerca.

 

 

Foto ed Infografiche

Immagini di qualità apportano un contributo importante ai post sui quali vengono inserite.  Investire del tempo e delle risorse per identificare, e nel caso acquistare, l’immagine giusta non è mai sbagliato.  Una immagine accattivante e significativa contribuisce non solo a veicolare in maniera adeguata il messaggio oggetto del post, ma contribuisce a migliorare la frequenza di rimbalzo (che come sappiamo è un dato tenuto in debita considerazione dagli algoritmi di Google).

 

 

Liste e-mail

L’e-mail building resta un valido strumento a disposizione dei responsabili SEO. Pur essendo uno degli strumenti più tradizionali di promozione online, anch’esso ha dovuto adattarsi ai cambiamenti tecnologici degli ultimi anni;  il crescente uso dei dispositivi mobili per citarne uno. 

 

Contenuti scritti in maniera adeguata e approfondita aumentano di molto le probabilità di portare una pagina tra i primi risultati delle SERP.  Implementare in maniera adeguata le strategie SEO in considerazione dei cambiamenti tecnologici degli ultimi tempi è il modo giusto per ottenere i risultati sperati e per raggiungere gli obiettivi oggetto del proprio sito o blog.

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mag
23

filtrare gli indirizzi ip dinamiciConosciamo ormai bene il servizio gratuito messo a disposizione da Google per il monitoraggio del proprio sito web: Google Analytics.  Grazie ad Analytics è possibile analizzare e valutare i comportamenti degli utenti sul proprio sito per poi apportare le dovute modifiche nel caso in cui ce ne sia bisogno.  Il traffico ed i dati statistici possono però essere “inquinati” dalle visite che  noi stessi effettuiamo sul sito.  In questo articolo mostreremo alcune soluzioni in grado di risolvere questo problema sia per ciò che riguarda gli IP statici che per gli IP dinamici.

 

 

 

I metodi per evitare che le proprie visite finiscano tra i dati di monitoraggio di Google Analytics sono diversi.  Ognuno di essi ha vantaggi e svantaggi.  Vediamoli insieme:

 

 

Filtri Di Google Analytics

Google mette a disposizione dei filtri in grado di escludere le visite in funzione di diversi parametri come ad esempio l’indirizzo IP oppure il traffico verso una sottodirectory, il traffico verso un nome host,  determinati termini di ricerca, il titolo della pagina, ecc.  Escludere l’Indirizzo IP è davvero semplice; dalla sezione Amministrazione selezionare “Aggiungi Filtro” ed impostare i dati in funzione del tipo di filtro che si intende implementare

Google analytics filtro 

 

PRO

  • Soluzione Google nativa, affidabile e flessibile
  • Pieno controllo sui parametri di esclusione
  • Idonea per qualunque azienda a prescindere dalle sue dimensioni.

CONTRO

  • Non idonea se l’indirizzo IP è dinamico.

 

 

Filtro basato su un cookie

Installare un “biscottino” sul proprio computer con all’interno una variabile per l’esclusione del traffico generato dal proprio browser è un altro metodo piuttosto comune. Visti i limiti di questa soluzione ed i vantaggi offerti dal metodo che a breve illustreremo (i.e. LocalStorage) non andremo nel dettaglio sulla sua implementazione.

PRO

  • Semplice e flessibile
  • Funziona su tutti i browser e dispositivi, inclusi i dispositivi mobili
  • Funziona anche con gli IP Dinamici

CONTRO

  • Poco affidabile in quanto l’eventuale eliminazione dei cookie dal PC comporta l’eliminazione della variabile e della possibilità di filtrare il browser e l’obbligo di dover ripetere l’intera procedura di installazione daccapo.

 

 

Estensione del Browser

Tramite un’estensione da installare sul browser è possibile bloccare lo script di Google Analytics ed escludere, quindi, le proprie visite.  Questo tipo di estensioni sono disponibili per tutti i browser incluso Google Chrome.  Va però detto che quest’ultimo è un po’ troppo restrittivo e blocca gli script di tutti i siti che si vistano. 

ga-blocking-extension

PRO

  • Molte delle estensioni disponibili assolvono egregiamente questo compito
  • Soluzione semplice per piccole organizzazioni o per singoli individui

CONTRO

  • Per ogni browser utilizzato occorre installare una estensione diversa
  • Se la propria azienda ha un numero di impiegati elevato, effettuare questa operazione può risultare eccessivamente onerosa in termini di tempo e di impegno
  • Affidabilità non elevata
  • Le estensioni possono rallentare la navigazione ed il computer
  • In genere i browser disponibili sui dispositivi mobili non supportano le estensioni

 

 

HTML5 localStorage

Analizziamo, a questo punto, la soluzione che, dal nostro punto di vista, è la migliore per chi deve escludere il traffico proveniente da un indirizzo IP dinamico.

La soluzione prevede l’uso dell’oggetto localStorage ora disponibile grazie all’HTML5.  A differenza della soluzione “cookie”, il localStorage non ha una durata temporale e non viene eliminato in seguito all’eliminazione dei cookie dal proprio PC.

Modificare lo script di Google Analytics come segue:

<script>

    var analytics = true;

    try {

        if(

            ‘localStorage’ in window &&

            window[‘localStorage’] !== null &&

            localStorage[“analytics”] == ‘no’

        ) {

            analytics = false;

        }

    } catch (e) {}

 

    if (analytics) {

        /* INSERIRE QUI LO SCRIPT DI GOOGLE ANALYTICS */

    } else {

        console.log(‘Google Analytics è stato disabilitato’);

    }

</script>

 

Effettuata questa modifica occorre inserire la variabile localStorage.  Creare una pagina con il seguente codice :

<script>
    localStorage[“analytics”] = ‘no’;
</script>
 

Caricare la pagina sul server ed aprirla con il browser per creare ed inserire la variabile nel sistema. 

Da questo momento in poi tutte le visite effettuate dal computer nel quale è stato inserita questa variabile saranno escluse dal monitoraggio di GA.

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mag
20

norme sicurezza digitaleNon è mai troppo tardi per i buoni propositi e non è sicuramente mai troppo tardi  per verificare la sicurezza dei propri dati digitali.  La routine di tutti i giorni unita all’assenza di eventi legati alla violazione dei propri sistemi informatici comporta un naturale abbassamento dei livelli di guardia ed un calo di attenzione in merito alla cyber security.  Niente di più sbagliato. Prevenire è sempre meglio che curare, operare alcuni importanti check ed implementare semplici strategie di salvaguardia è la strada giusta da percorrere per evitare futuri problemi spesso di forte entità. Vediamo insieme quali sono le accortezze da seguire per una maggiore tranquillità in ambito digitale.

 

 

Software di controllo

Un buon software di sicurezza dovrebbe far parte del corredo di qualunque dispositivo fisso o mobile.  Qualunque sia il software deputato al controllo ed alla salvaguardai del proprio dispositivo è importante che esso sia aggiornato regolarmente.  Le soluzioni sono innumerevoli.  Testarne più di una ed ottenere informazioni utili dalla comunità di utenti ed esperti per valutare quale sia quella che possa fare al caso proprio.

 

 

Aggiornare regolarmente

La tendenza della maggior parte degli utenti è quella di installare e di dimenticare di controllare con regolarità eventuali aggiornamenti del software.  Spesso, poi, capita che il programma diventi obsoleto e che non venga più aggiornato dal produttore; In questo caso è opportuno disinstallare il programma e sostituirlo con una nuova applicazione.

 

 

Eliminare li account inutilizzati

Se ti chiediamo quanti sono gli account che hai sottoscritto negli ultimi 10 anni molto probabilmente non sei in grado di darci una risposta precisa.  Effettuiamo iscrizioni di qualunque tipo ed in continuazione;  account per i social network, per e-commerce, per i pagamenti, ecc.  Tutti questi account sono delle porte di accesso a dati sensibili che sarebbe bene eliminare.  Per ridurre il rischio di furto di dati è opportuno ritrovare tutte le iscrizioni effettuate, magari operando un check sulle e-mail di conferma nello storico della nostra casella di posta elettronica, ed eliminare quelle non più utilizzate.

 

 

Modifica delle password

Sappiamo tutti ormai che una password dovrebbe essere formata da un mix di lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali, e che utilizzare parole presenti nei dizionari è un ottimo modo per agevolare la vita dei cyber criminali.  Oltre a ciò è opportuno, almeno per le password a protezione di dati particolarmente sensibili, implementare una routine che preveda la modifica della password a cadenze regolari.

 

 

Back up

Il ransomware continua a mietere vittime. Nonostante si parli ormai da tempo di questo malware, hacker e cyber criminali dell’ultima ora continuano a lucrare sulla disattenzione e pigrizia di molti, troppi utenti. La maggior parte di noi si rende conto dell’importanza dei propri dati solo dopo averli persi ed è disposta a pagare qualsiasi cifra (o quasi) pur di recuperare file, foto e dati di enorme importanza.  Effettuare regolarmente un back up dei  propri dati è l’unico modo per dormire sonni tranquilli e per  evitare situazioni disastrose.

 

 

App sicure

Il Black Market delle App è molto attivo ed allettante;  Sui market place non ufficiali è possibile trovare applicazioni a pagamento distribuite gratuitamente.  Oltre alla questione morale legata ad un simile comportamento esiste anche un problema legato alla sicurezza dell’applicazione in se che potrebbe essere stata modificata e potrebbe essere utilizzata per il furto di dati. Scaricare sempre le applicazione dai market place ufficiali o dai siti dei produttori.

 

 

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